Archivio del 19 Novembre, 2008

Collezionare etichette

Antica etichetta del liquore CapriccioDa quando hanno cominciato a mettere il vino in bottiglia, verso la fine del 1700, si è posto il problema di etichettarlo per poterlo distinguere.

Ma è a partire dal 1798, con l’invenzione della macchina litografica che l’etichettatura prende definitivamente il sopravvento.

Poi, nel 1836 i primi esemplari in cromolitografia, a opera del francese Engelmann, ne rivoluzionano completamente la grafica. La ricerca stilistica si fa più sofisticata. Le etichette si impreziosiscono di scritte dorate, argentate, di motivi pittorici, cominciando ad acquistare la dignità di vere e proprie piccole opere d’arte. Diventano mezzi pubblicitari, inseguono le mode, raccontano eventi storici.

I produttori iniziano a commissionarle a studi grafici di successo, a cartellonisti di fama e a pittori. Nascono così le serie più preziose firmate da Picasso, Matisse, Chagall e Mirò, solo per fare alcuni nomi.

Oggi sono tantissimi gli estimatori delle etichette che, collezionandole, ne hanno fatto un vero e proprio hobby.

In Italia esiste l’Associazione italiana collezionisti etichette di vino che, oltre alla valorizzare l’etichetta come documento di costume, testimonianza dell’attività umana e importante veicolo promozionale, promuove, attraverso un proprio portale, iniziative, concorsi, convegni e favorisce contatti tra gli appassionati, i grafici, i bozzettisti, i designer, gli stampatori e gli operatori del settore.

A Cupramontana, in provincia di Ancona, esiste inoltre il Museo Internazionale dell’etichetta del vino con un patrimonio di circa centomila esemplari di etichette provenienti da tutto il mondo.  

Info: Associazione italiana collezionisti etichette di vino

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