I grandi designer

La Galleria Aiap (Associazione Italiana Progettazione per la Comunicazione Visiva) presenta la collezione completa delle copertine progettate da Bruno Munari per le edizioni del Club degli Editori e realizzate tra il 1960 e il 1967.
L’esposizione è il racconto del lavoro svolto in prima persona da Munari per un particolare marchio editoriale. Il Club degli Editori rappresentava infatti l’idea di Arnoldo Mondadori di allargare la cerchia dei lettori offrendo una collezione qualificata di titoli ma venduti solo per corrispondenza.
Munari ha progettato il marchio della casa editrice ed ha disegnato, di mese in mese, le copertine dei primi sei anni di vita di quest’esperienza editoriale. Un corpus quindi molto consistente di progetti, che di copertina in copertina, si trasforma in una sorta di personalissimo diario visivo, dove grafica e illustrazione svolgono il compito di presentare al meglio i contenuti dei romanzi, ma anche di rendicontare l’approccio dell’autore attraverso rimandi, riprese, riusi e re-invenzioni.
Info: Galleria AIAP
Via Ponchielli, 3 - Milano
dall’11 aprile al 16 maggio 2008
7 Aprile, 2008
Redazione
Si può visitare sino al 30 marzo nel Salone delle Scuderie in Pilotta a Parma, la mostra “Bruno Munari: il disegno, il design” con le opere del Fondo Bruno Munari donate all’Archivio del CSAC (Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma) che documentano il percorso artistico ed umano dell’artista: dalla partecipazione alla grande cultura dell’astrattismo milanese fino alle sperimentazioni della fine degli anni Settanta.
Il Fondo Bruno Munari comprende 440 pezzi tra disegni, menabò, oggetti, pubblicazioni che illustrano l’attività di Munari dagli anni Trenta al 1978. Un materiale progettuale di particolare rilievo anche sul piano del percorso storico e delle sue diverse esperienze come la progettazione legata alla Bauhaus, la creazione di oggetti minimali per l’arredo, l’attenzione al gioco infantile, il dialogo coi linguaggi della prima infanzia, la reinvenzione delle scritture e delle illustrazioni di libri, il rapporto con la fotografia di avanguardia, l’indagine sul tempo e sulla durata delle immagini.
Munari è stato anche un grande progettista di grafica, libri, copertine, e ha reinventato l’illustrazione dei libri per l’infanzia ma anche degli altri libri, scoprendo un’arte che sta fra Matisse e Melotti, fra Paul Klee e Itten.
Parma
Salone delle Scuderie in Pilotta
sino al 30 marzo 2008
19 Marzo, 2008
Redazione
A quarantanni dalla scomparsa la Galleria Emmeotto di Roma ricorda la vitalità artistica di Pino Pascali con i suoi disegni per la pubblicità e la sua attività nel campo della creazione di filmati pubblicitari per il cinema e la televisione.
In esposizione una ricca raccolta di materiali che testimoniano l’inclinazione al gioco del loro autore, la sua raffinata ironia, la fantasia esplosiva appaiata al rigore pignolo del professionista che nulla concede all’improvvisazione e infine quella sua celebrata manualità posta al servizio di un raro talento progettuale.
Ci sono i disegni, su carta o acetato, i collages e i fotomontaggi che preparavano i filmati e poi i filmati stessi: gli spot pubblicitari che alle otto e mezza di sera inchiodavano le famiglie italiane di fronte a Carosello, ma anche certi spot veramente originali commissionati dalla Rai per autopromuoversi; le sigle di programmi famosi (TV7), o dei primi contenitori di pubblicità televisiva alternativi a Carosello (Intermezzo) e persino alcuni esempi di spot per il cinema, ancora più inventivi di quelli realizzati per la TV.
Un posto di rilievo è stato giustamente assegnato ai progetti rifiutati dai clienti perché troppo innovativi, ad esempio il cartone animato dei Killers, i piccoli gangsters cui la Algida, affezionata madrina delle creaturine di Pascali dal ’61, non volle affidare le sorti commerciali del suo listino gelati del ‘67.
La carrellata delle trovate iconografiche, delle tecniche e dei materiali utilizzati è insomma inesauribile e si stenta a credere che una creatività così debordante riesca a conciliarsi con una ricerca stilistica di sintesi estrema: la grafica pascaliana è essenziale e di leggibilità immediata.
Info: Galleria Emmeotto
Via Margutta, 8 Roma
sino al 30 aprile 2008
6 Marzo, 2008
Redazione

L’attività espositiva del m.a.x. museo di Chiasso nel Canton Ticino, riprende con una mostra che intende mostrare, in un doppio omaggio di particolare rilievo, l’opera grafica di Max Huber (1919-1992) e quella di Takashi Kono (1906-1990), in un interessante confronto tra la proposta svizzero-italiana di Huber e quella tipicamente orientale di Kono, figura importante della grafica giapponese, padre di Aoi Kono, la moglie di Huber.
I materiali selezionati per la mostra proprio da Aoi Kono sono in parte inediti e si inseriscono nelle operazioni di valorizzazione dell’opera dei due maestri (ciascuno nel suo ambito territoriale) in atto sia in Giappone che in Svizzera.
L’attenzione sull’opera di Huber sarà concentrata sui manifesti riguardanti Milano, mentre la sezione riguardante Kono toccherà vari aspetti della sua creatività in campo grafico.
m.a.x. museo
Chiasso - CH
dal 27 maggio a ottobre 2007
18 Maggio, 2007
Redazione
Neville Brody, leggenda della progettazione editoriale, rinnova la veste grafica del quotidiano The Times.
È stato creato un nuovo font appositamente per il giornale: il Times Modern sarà utilizzato nei titoli e sottotitoli mentre il Times New Roman rimarrà in uso per il testo.
Si rinnova anche il formato che passa dal quello grande al tabloid. Inoltre lo stile dell’impaginazione è più chiaro e simile alle pagine web.
Leggi l’articolo su Research Studios
19 Marzo, 2007
Redazione
Articoli precedenti